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Il 26 febbraio 2025, il noto regista Pupi Avati ha espresso le sue preoccupazioni riguardo alla salute del settore cinematografico italiano, rispondendo alle dichiarazioni del ministro della Cultura Alessandro Giuli. Durante un evento a Roma per la presentazione del suo ultimo film, “L’orto americano”, Avati ha messo in discussione le affermazioni di Giuli, secondo cui il cinema sarebbe in ottima forma.
Le parole di avati e le critiche al settore
Le parole di Avati sono state chiare e dirette, sottolineando che chi sostiene che il cinema stia bene non comprende le difficoltà reali del settore. Il regista ha criticato l’idea che il successo di alcuni film, come quelli di Ferzan Özpetek o di Paolo Genovese, possa essere indicativo di una salute generale del cinema. Ha infatti evidenziato come molti altri film abbiano registrato incassi deludenti, nonostante investimenti significativi. Avati ha suggerito la creazione di un ministero dedicato al cinema, un’agenzia tecnica che possa operare senza interferenze politiche, composta da esperti del settore.
Supporto politico per la proposta di avati
La proposta di Avati ha trovato eco in altre figure politiche, inclusi il ministro degli Esteri Antonio Tajani e la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Entrambi hanno riconosciuto la necessità di un approccio più tecnico e meno ideologico nella gestione del cinema. Avati ha specificato che l’agenzia dovrebbe essere bipartisan e composta da professionisti con una solida esperienza nel settore, in modo da garantire un dialogo costruttivo e informato sulle questioni cinematografiche.
Importanza della gestione competente nel cinema
Il regista ha concluso il suo intervento sottolineando l’importanza di separare la politica dal cinema, affermando che solo una gestione competente e dedicata può realmente contribuire a migliorare la situazione attuale. La discussione sollevata da Avati mette in luce le sfide che il cinema italiano deve affrontare e la necessità di una ristrutturazione del supporto istituzionale per il settore.