Martin Scorsese, insieme a importanti figure del panorama cinematografico internazionale, ha lanciato un appello a Sergio Mattarella e Giorgia Meloni per esprimere la propria preoccupazione riguardo alla crescente trasformazione delle sale cinematografiche in supermercati. Questo fenomeno, che ha già colpito diverse città, sta suscitando un dibattito acceso sul futuro della cultura e del cinema in Italia.
La crisi delle sale cinematografiche non è un problema esclusivo del nostro paese, ma ha raggiunto anche gli Stati Uniti, dove ha trovato eco in appelli rivolti ai leader politici. Il caso emblematico è quello del cinema Ambrosio di Torino, recentemente convertito in un punto vendita di KFC, che ha sollevato interrogativi sulla preservazione degli spazi culturali. Scorsese, Jane Campion e Wes Anderson sono tra i firmatari di una lettera pubblicata sul Corriere della Sera, indirizzata ai massimi vertici istituzionali italiani.
Il fulcro dell’appello è la preoccupazione per il futuro delle sale cinematografiche, che rischiano di scomparire a favore di centri commerciali e supermercati. Secondo i firmatari, la riconversione di spazi storici e culturali in punti vendita rappresenta un sacrilegio per il patrimonio culturale italiano. In particolare, Scorsese ha richiamato l’attenzione sulla situazione di Roma, dove la proposta di trasformare luoghi di cultura in strutture commerciali è vista come una minaccia per la storia e l’identità della città.
L’appello sottolinea l’importanza di mantenere questi spazi come luoghi di aggregazione culturale, capaci di nutrire non solo gli spettatori di oggi, ma anche le generazioni future. “È nostro dovere trasformare queste ‘cattedrali nel deserto’ in templi della cultura”, affermano i cineasti, invitando i colleghi di tutto il mondo a unirsi a loro in questa battaglia per la salvaguardia del cinema.
La lettera fa riferimento alle riflessioni di Renzo Piano, il noto architetto, che ha denunciato la crescente tendenza a riconvertire spazi culturali in strutture commerciali. Secondo Piano, questa trasformazione è inaccettabile e rappresenta una perdita irreparabile per la cultura di Roma. L’appello di Scorsese e dei suoi colleghi si inserisce in un contesto più ampio, in cui il cinema è visto non solo come intrattenimento, ma come un elemento fondamentale della cultura e dell’identità.
Il messaggio è chiaro: il cinema deve essere preservato e valorizzato, non trasformato in un luogo di consumo. La lettera è un invito a riflettere sulle conseguenze di queste scelte e a considerare l’importanza di mantenere vivi gli spazi dedicati alla cultura. La speranza è che l’appello di Scorsese e dei suoi colleghi possa sensibilizzare le istituzioni e il pubblico sull’importanza di proteggere il patrimonio culturale italiano.
Le parole di Scorsese, Campion e Anderson risuonano come un campanello d’allarme, richiamando l’attenzione su una questione cruciale per il futuro della cultura in Italia e nel mondo. La loro iniziativa rappresenta un passo importante per difendere il cinema e i luoghi ad esso dedicati, affinché possano continuare a essere spazi di incontro, riflessione e crescita culturale.