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La richiesta di unione tra i membri del settore cinematografico si fa sempre più forte. A lanciare questo appello è Giuliana Fantoni, presidente della Fice – Federazione Italiana Cinema d’Essai, che sottolinea l’importanza di un sostegno reciproco e di una maggiore collaborazione tra i vari comparti. Con una lunga carriera alle spalle, Fantoni ha sempre creduto nell’azione concreta, traducendo le idee in risultati tangibili e affrontando le sfide quotidiane dell’industria. A sette mesi dall’assunzione della presidenza di Fice, ha già delineato un piano chiaro per promuovere il cinema di qualità, sostenendo che gli esercenti devono rivendicare con orgoglio il marchio “cinema d’essai” e comunicare questo concetto in modo coerente al pubblico. Secondo Fantoni, questo approccio deve andare oltre una semplice etichetta, diventando un valore fondamentale in ogni aspetto della programmazione e delle iniziative, affinché il cinema di qualità possa tornare a occupare un posto centrale nella cultura e nella società.
Il numero degli associati di Fice e la loro distribuzione
Attualmente, la Fice conta 304 cinema associati, suddivisi in 220 monosale, 74 strutture con da 2 a 5 schermi e 10 multiplex con oltre 6 sale, raggiungendo una quota di mercato del 12%. Fantoni esprime ottimismo riguardo alla crescita futura di queste cifre, evidenziando l’importanza di un’identità forte e condivisa tra le realtà cinematografiche. Ha avviato tavoli di lavoro su tre aree specifiche: didattica, comunicazione ed eventi, con l’intento di coinvolgere maggiormente gli associati e farli sentire parte di una comunità unita. Fantoni sottolinea come la collaborazione su progetti comuni possa amplificare i benefici per tutti, rendendo Fice un alleato prezioso nelle sfide quotidiane del mercato.
La vitalità del cinema di qualità tra dicembre e gennaio
Nel periodo tra dicembre e gennaio, il cinema di qualità ha mostrato segni di grande vitalità. Fantoni ritiene che questo successo sia il risultato di un processo di riavvicinamento del pubblico, frutto di sforzi compiuti negli anni passati. L’analisi dei dati del 2024 ha rivelato una crescita del 26% nella fascia di pubblico più giovane, segno che le produzioni di qualità hanno trovato una loro audience. Fantoni osserva che, contrariamente a quanto si pensasse, i giovani non fruiscono esclusivamente di contenuti audiovisivi tramite dispositivi mobili, ma dimostrano un interesse crescente per il cinema. Questo rappresenta un segnale incoraggiante, poiché il futuro del cinema dipende dalla capacità di attrarre nuovi spettatori. La sfida ora è quella di affinare i canali di comunicazione per conquistare questa nuova audience, mentre le sale d’essai mostrano dynamiche diverse, con un pubblico più maturo.
Coinvolgere il pubblico adulto nel cinema d’essai
Per recuperare la fascia di pubblico più adulto, Fantoni sottolinea l’importanza di eventi e occasioni di socializzazione. Molti cinema stanno iniziando a integrare queste attività nella loro offerta, con incontri con registi e attori che stimolano un coinvolgimento intellettuale più profondo. Il pubblico over 50, secondo Fantoni, risponde positivamente a queste iniziative e cerca di sentirsi parte attiva della comunità cinematografica. La programmazione deve quindi essere arricchita da eventi che incoraggino il dibattito e la partecipazione, offrendo un’opportunità di confronto che va oltre la semplice visione di un film.
La programmazione ideale nei cinema d’essai
Fantoni definisce una programmazione ideale come quella che offre una varietà di titoli, distribuiti su diverse fasce orarie e arricchita da eventi speciali. Crede che non si debba limitare l’offerta ai soli film richiesti dal pubblico, ma anche proporre opere più sperimentali che spingano gli spettatori a esplorare oltre i propri gusti abituali. Questo approccio non solo amplia la visione del pubblico, ma contribuisce anche a costruire un rapporto di fiducia tra il cinema e i suoi spettatori. Fantoni sottolinea l’importanza di una comunicazione efficace per promuovere una visione alternativa e attrarre nuovi spettatori.
Strategie per la crescita sostenibile del cinema di qualità
Fantoni evidenzia come il lancio di un film sia cruciale per il suo successo, ma il sovraffollamento delle uscite può ostacolare la tenuta delle opere di qualità. Propone di garantire una maggiore permanenza in sala per i film, evitando che il loro potenziale resti inespresso. In particolare, per le opere più complesse, suggerisce una distribuzione mirata piuttosto che un lancio massiccio. È fondamentale collocare i film nei cinema che possono valorizzarli al meglio, evitando competizioni poco fruttuose.
Il futuro del cinema italiano
Fantoni esprime un cauto ottimismo riguardo allo stato di salute del cinema italiano, evidenziando i successi di autori come Ozpetek e Sorrentino. I risultati positivi di opere recenti dimostrano che, puntando sulla qualità, è possibile ottenere soddisfazioni. Tuttavia, riconosce che ci sono anche opere più fragili e che è fondamentale selezionare con attenzione i titoli da proporre. La diffidenza del pubblico nei confronti del cinema italiano sembra essere in calo, grazie all’uscita di opere di grande pregio.
Destagionalizzazione del cinema di qualità
Fantoni analizza il problema della stagionalità nel cinema di qualità, notando che questo segmento si rivolge a un pubblico appassionato che cerca contenuti indipendentemente dalla stagione. Propone di sfruttare meglio questa opportunità, auspicando che le opere premiate al Festival di Cannes possano uscire durante l’estate per contribuire alla destagionalizzazione. Con il supporto del Ministero, è convinta che si possa costruire un settore cinematografico attivo tutto l’anno.
Il legame con il pubblico nei cinema di qualità
La presidente di Fice sottolinea l’importanza di mantenere un forte legame con il pubblico, in particolare nelle monosale, dove la profondità di offerta è fondamentale. Sostiene che la multiprogrammazione è essenziale per raddoppiare o triplicare gli incassi. Diverse iniziative, come “Al cinema con i protagonisti”, mirano a portare eventi nelle sale più piccole e periferiche, creando opportunità di interazione tra pubblico e talenti del cinema.
Rivalutare il cinema d’essai
Infine, Fantoni conclude che è necessario un cambio di narrazione attorno al cinema d’essai. Propone di utilizzare il termine con maggiore fierezza e di comunicare meglio il valore di queste sale. La Fice sta lavorando per migliorare la consapevolezza del brand cinema d’essai, puntando su una comunicazione più mirata per attrarre un pubblico più ampio.
L’intervista è stata pubblicata nel numero di febbraio 2025 di Box Office.