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Il 27 febbraio 2025, un gruppo di oltre cento professori delle università di Sapienza, Roma Tre e Tor Vergata ha inviato una PEC al governatore del Lazio, Francesco Rocca, richiedendo l’indizione degli Stati generali dei cinema e la creazione di un tavolo tecnico per riformulare la legge regionale 171. Questo documento, da elaborare entro sessanta giorni, mira a rivedere le normative attuali che riguardano le sale cinematografiche, ritenute inadeguate e potenzialmente dannose per il patrimonio architettonico della capitale.
La richiesta di riforma della legge regionale 171
La legge regionale 171, nella sua ultima versione, ha suscitato preoccupazioni tra gli esperti del settore cinematografico. Il capitolo dedicato ai cinema è stato stralciato, lasciando in sospeso la questione della riqualificazione delle sale dismesse. I professori sottolineano l’importanza di convocare gli Stati generali dei cinema come un momento cruciale per riflessioni e discussioni approfondite. La proposta di un tavolo tecnico, guidato dalla Regione, è considerata essenziale per stabilire le linee guida necessarie a riformulare le norme esistenti, che attualmente non tengono conto del valore culturale e storico delle sale cinematografiche.
Il valore del patrimonio cinematografico
I professori, tra cui il professor Silvano Curcio, architetto e docente alla Sapienza, affermano che la legge, così com’è, rischia di compromettere autentici capolavori architettonici come il Cinema Airone, il Metropolitan, il Capranica, il Maestoso e il Roma. Nella lettera-appello, i firmatari si dichiarano favorevoli alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-culturale, evidenziando come molti cinema storici siano testimoni di un’epoca e di una cultura da preservare.
La necessità di un censimento delle sale
I professori degli atenei romani chiedono alla Regione di rimuovere dalla legge 171 le disposizioni relative ai cinema, avviando un censimento delle sale. Questa operazione è vista come fondamentale per comprendere quali sale necessitino di riconversione e quali debbano essere tutelate con vincoli specifici. L’idea di un censimento era stata già proposta dall’ex ministro della Cultura, Dario Franceschini, nel 2014, e viene ora ripresa come un passo necessario per affrontare la questione in modo sistematico.
Critiche alla legge attuale
Nella lettera, i professori evidenziano che l’attuale impostazione della legge ignora il valore artistico delle sale cinematografiche, trattandole come semplici immobili. Questa visione riduttiva non considera la loro importanza culturale e storica, portando a normative urbanistiche che non si adattano alla specificità delle sale. L’appello sottolinea la necessità di un approccio più attento alle peculiarità dei cinema, che devono essere riconosciuti come parte integrante del patrimonio culturale italiano.
Proposte per il futuro del cinema a Roma
I docenti chiedono a Francesco Rocca di stralciare le disposizioni sui cinema dalla proposta di legge e di indire gli Stati generali per avviare un confronto con la cittadinanza. L’obiettivo è redigere un documento che possa servire da linee guida per una nuova proposta di legge regionale, in grado di rispondere alle esigenze del settore e di preservare il patrimonio cinematografico di Roma. Con oltre cento firme a sostegno, i professori auspicano un riscontro positivo al loro appello, affinché Roma continui a essere la capitale del cinema.