Arti marziali e cinema cinese: un intreccio tra mito e politica

Il cinema di arti marziali rappresenta una delle espressioni più significative della cultura cinese e della sua evoluzione storica. Il 5 marzo 2025, alle ore 18, il Teatro Manzoni di Roma ospiterà un evento imperdibile con il sinologo e esperto di cinema Wilfried Leichert, che guiderà il pubblico alla scoperta delle origini, delle repressioni e della rinascita di questo genere cinematografico. L’incontro, intitolato “Arti marziali e cinema cinese, fra mito e politica”, si propone di dimostrare che il cinema di arti marziali va ben oltre il semplice intrattenimento.

Le arti marziali nel cinema

Le arti marziali, pratiche di combattimento profondamente radicate nella storia e nella cultura di Cina e Giappone, hanno trovato la loro prima espressione nel cinema occidentale attraverso i film di Akira Kurosawa negli anni Cinquanta. Negli anni Settanta, il genere ha conosciuto un’esplosione di popolarità grazie a icone come Bruce Lee, il quale ha portato il kung fu nelle sale cinematografiche di tutto il mondo. Oggi, le produzioni moderne, come “La Tigre e il Leone” di Ang Lee e “Everything Everywhere All at Once” di Daniel Kwan, hanno ulteriormente consolidato il prestigio di questo genere, contribuendo a una crescente visibilità per gli artisti asiatici nel panorama cinematografico internazionale.

Identità culturale e cinema

Leichter sottolinea come il cinema di arti marziali stia contribuendo a creare una nuova identità culturale, una “cinesità”, che ha trovato un forte riscontro tra le comunità cinesi all’estero, specialmente negli anni Settanta e Ottanta. Attraverso l’analisi di vari spezzoni di film, dai classici degli anni Sessanta a produzioni più recenti come “Kung Fu Panda”, Leichter posiziona il genere all’interno di un contesto socio-culturale e politico complesso.

Ruolo del cinema di arti marziali

Il cinema di arti marziali, pur essendo nato come pura forma di intrattenimento, ha assunto nel tempo un ruolo significativo nel promuovere l’etica confuciana e contribuire alla costruzione di un’identità nazionale per i cinesi, sia in patria che all’estero. Questa evoluzione è stata sfruttata anche dal Partito Comunista Cinese, che ha utilizzato il soft power per diffondere i propri ideali attraverso il cinema.

Riflessioni sul cinema contemporaneo

Leichter conclude affermando l’importanza di comprendere il cinema di arti marziali come un modo per esplorare le dinamiche contemporanee della Cina. In un contesto globale in cui Europa si trova a dover affrontare le sfide poste dalle due superpotenze, Stati Uniti e Cina, il cinema diventa uno strumento per una migliore comprensione reciproca e per l’analisi delle culture in gioco.

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Gianni Losaco